Le due acque termali di Rivanazzano: caratteristiche, differenze e unicità
Le Terme di Rivanazzano dispongono di due acque termali diverse: l’acqua salsobromojodica e l’acqua sulfurea. È una condizione rara nel termalismo italiano: sono le due acque più importanti della tradizione termale del nostro Paese, e poche strutture le offrono entrambe nello stesso luogo. Sgorgano da una falda naturale a 345 metri di profondità, direttamente collegata allo stabilimento. In questo articolo le presentiamo una per una: che cosa contengono, come agiscono e per quali disturbi sono indicate.
Due acque, un caso raro in Italia
Molti stabilimenti termali italiani sono storicamente legati a un’unica tipologia di acqua. A Rivanazzano ne convivono due, complementari tra loro: significa poter trattare nello stesso luogo disturbi molto diversi (vie respiratorie, pelle, articolazioni, circolazione delle gambe…) scegliendo di volta in volta l’acqua più adatta. La scelta non è mai lasciata al caso: è il medico termale, presente in struttura durante tutto l’orario delle cure, a definire il percorso nel colloquio iniziale gratuito.
L’acqua salsobromojodica: in origine acqua di mare
L’acqua salsobromojodica è ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio: gli stessi elementi dell’acqua marina, di cui conserva l’origine antica. Agisce sul sistema nervoso inducendo tranquillità e rilassamento, ha azione antinfiammatoria sui tessuti e antisettica sulle mucose.
Abbinata agli idromassaggi, sostiene la circolazione venosa delle gambe, con benefici su fragilità capillare e ritenzione idrica. Con i fanghi e i bagni terapeutici diventa invece l’acqua delle articolazioni: allevia contratture e dolori artroreumatici.
Le normali acque oligominerali che beviamo a casa hanno un residuo fisso — cioè la quantità di sali minerali e oligoelementi come calcio, magnesio e potassio — che varia da 100 a 500 mg/l. La nostra acqua salsobromojodica arriva a 14.938 mg/l: un livello molto più concentrato di principi attivi, che colloca la sua classificazione a circa 10-11° Beaumé (la scala che misura la concentrazione salina delle acque termali).
È un’acqua delicata, indicata anche per i più piccoli, sempre dopo la valutazione del medico termale. Anche l’acqua di mare è salsobromojodica, ma con una concentrazione di circa 1,5° Beaumé: la nostra, molto più concentrata, la rende adatta a un utilizzo terapeutico mirato anche per i pazienti più giovani.
L’acqua sulfurea: la potenza dello zolfo
L’acqua sulfurea deve le sue proprietà all’idrogeno solforato e allo zolfo. Ha azione sedativa e fluidificante delle mucose (mucolitica), stimola le difese naturali delle vie respiratorie e offre un contributo concreto nelle principali affezioni dermatologiche croniche, come psoriasi, eczema e dermatiti.
La differenza tra le due acque nasce dalla loro composizione minerale. L’acqua salsobromojodica è un’acqua di origine marina, ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio: agisce prevalentemente per via osmotica e antinfiammatoria sui tessuti, e lo iodio in particolare la rende una risorsa per il sistema circolatorio e per il drenaggio dei liquidi.
L’acqua sulfurea deve invece le sue proprietà alla presenza di idrogeno solforato: superata una soglia minima di concentrazione, questo composto conferisce all’acqua un’azione mucolitica e battericida sulle mucose delle vie respiratorie, motivo per cui è la base delle terapie inalatorie.
Sono le stesse due famiglie di acque su cui si fonda gran parte del termalismo curativo italiano, ma trovarle entrambe nello stesso stabilimento, come accade a Rivanazzano, resta una condizione poco comune e preziosa.
Quale acqua per quale disturbo
Ecco, in sintesi, come le due acque si dividono i compiti alle Terme di Rivanazzano:
- Vie respiratorie (naso, gola, bronchi): acqua sulfurea per fluidificare le mucose, salsobromojodica per stimolare le difese respiratorie. Terapie inalatorie e pneumologiche.
- Orecchio (sordità rinogena, otiti catarrali): acqua sulfurea, con insufflazioni eseguite dal medico termale.
- Pelle (psoriasi, eczema, dermatiti): bagni in acqua sulfurea.
- Articolazioni e reumatismi: fanghi salsobromojodici e bagni terapeutici.
- Circolazione delle gambe: idromassaggi in acqua salsobromojodica.
Molte di queste cure sono in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale: ogni anno hai diritto a un ciclo di cure pagando solo il ticket.
Da dove arrivano: la falda a 345 metri
Le acque di Rivanazzano non arrivano da lontano: sgorgano da una falda naturale a 345 metri di profondità, nella zona di San Francesco, direttamente collegata allo stabilimento termale. L’uso di queste acque ha radici antiche (è documentato già in epoca romana) ma la storia moderna comincia nel 1849, quando il medico condotto Ernesto Brugnatelli riscoprì l’antica fonte. Nel 1913 fu inaugurato lo stabilimento che ancora oggi ospita le Terme: da allora, la stessa acqua e la stessa cura per le persone, oggi con una gestione familiare alla terza generazione.
Periodicamente vengono effettuati controlli interni sulle fonti e sulle acque, mentre nel corso dell’anno sono direttamente gli organi competenti – ATS, ARPA, Provincia di Pavia – a effettuare controlli su entrambe le acque, dalle fonti all’ingresso nei vari reparti.
E il fango? Quando l’acqua incontra l’argilla
Dalle acque nasce anche il fango termale: argilla che matura immersa nell’acqua termale per circa 300 giorni.
Applicato a caldo, allevia contratture, cervicalgie, lombalgie e dolori artroreumatici; applicato a freddo, stimola la circolazione delle gambe.
Ne parleremo in modo approfondito in un prossimo articolo.
Da dove iniziare
Vuoi capire quale acqua è adatta a te? Prenota un colloquio gratuito con il medico termale: chiama lo 0383 91250.
Vuoi accedere in convenzione SSN? Chiedi al tuo medico di base la ricetta con diagnosi.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra acqua salsobromojodica e acqua sulfurea?
La salsobromojodica (cloruro di sodio, bromo e iodio) ha azione antinfiammatoria e antisettica ed è indicata per circolazione e articolazioni; la sulfurea (idrogeno solforato e zolfo) fluidifica le mucose ed è indicata per vie respiratorie e pelle.
Le acque delle Terme di Rivanazzano sono naturali?
Sì. Sono acque termali vere, di derivazione naturale del sottosuolo: provengono da una falda a 345 metri di profondità collegata direttamente allo stabilimento.
Chi decide quale acqua è adatta a me?
Il medico termale, nel colloquio gratuito che precede ogni percorso. Per le cure in convenzione SSN serve la ricetta del medico di base con diagnosi e tipo di cura.
Le acque termali vanno bene anche per i bambini?
Sì, in particolare l’acqua salsobromojodica viene utilizzata per le vie respiratorie (sinusiti, allergie…), mentre la sulfurea per la dermatite atopica: le cure si effettuano già dai 6 mesi di età, sempre con valutazione del medico termale.
